Paradosso dell'agrivoltaico: finanziato dall'Europa, ma tassato in Italia. CIA chiede chiarimenti.



L'agrivoltaico, cioè il sistema di produzione che integra agricoltura con energie rinnovabili da pannelli fotovoltaici, significa numerosi benefici: produce energia da fonti rinnovabili, riduce gli effetti negativi della radiazione solare nelle regioni semi-aride e aride, aumenta la produttività delle colture e l’efficienza d’uso dell’acqua, incrementa l’efficienza d’uso del suolo riducendo la competizione tra produzione energetica e produzione alimentare. Solo per dirne alcuni.


Non per niente, lo scorso luglio la Commissione Europea ha stanziato 1.2 miliardi per l'Italia nell’ambito del PNRR per incentivare l’installazione di pannelli fotovoltaici nel settore agricolo. Fino al 30 giugno 2026, i beneficiari potranno investire in capacità fotovoltaiche non eccedenti il proprio fabbisogno energetico, per cui i contributi saranno soggetti a massimali in funzione della capacità dell’impianto fotovoltaico.


Ma il Governo italiano ha recentemente deciso di tassare tutti gli extra-profitti generati da fonti fotovoltaiche, a prescindere dal fatto che siano grandi impianti industriali o piccoli impianti come quelli agrivoltaici. Questo ha scatenato la reazione della CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), che chiede un incontro urgente con i Ministri Cingolani e Patuanelli per trovare una soluzione ad una decisione considerata paradossale.


Foto di Sebastian Ganso da Pixabay


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