Idrogeno in Toscana: sì dal Consiglio Regionale, 3 impianti strategici individuati



Lo scorso 20 gennaio il Consiglio Regionale della Toscana ha approvato la Mozione 620, che punta a promuovere l'idrogeno come vettore della tansizione energetica in Toscana.


La raffineria di Livorno, la siderurgia a Piombino e la "Solvay" di Rosignano sarebbero i siti industriali toscani già presenti che potrebbero avere un ruolo strategico nella produzione, nello stoccaggio e nell’utilizzo dell’idrogeno come "vettore energetico": come un metodo, cioè, per immagazzinare e spostare energia proveniente da altre fonti.



Particolare attenzione è puntata sulla raffineria di Livorno, in località Stagno, gestita da ENI: l'idea sarebbe quella di riconvertire l'impianto in modo da adeguarlo alla tecnologia "Waste to chemical", una che permetterebbe di ricavare idrogeno, etanolo e metanolo a partire da rifiuti come CSS (Combustibile Solido Secondario) o Plasmix che, altrimenti, andrebbero in discarica, ai termovalorizzatori o esportati fuori Toscana.


Sono ancora molte, comunque, le questioni da verificare. Prima fra tutte, la qualità e la quantità di emissioni degli impianti "Waste to chemical". Seconda, il piano occupazionale di ENI, visto che riconvertire la raffineria significa, come annunciato dall'azienda a dicembre 2021, chiudere la linea di produzione dei carburanti nell'arco del 2022.



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